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S.MARIA TRIDETTI
AGOSTINO BELCASTRO 7 marzo 2011

Con la liquidazione dell’indennità di espropriazione agli aventi diritto si conclude l’iter burocratico ai fini della realizzazione dei lavori di restauro e valorizzazione della Chiesa di S.Maria di Tridetti di Staiti. Infatti, la determinazione adottata dal Responsabile dell’Ufficio Tecnico del Comune di Staiti, Ing. Giovanni Mafrici, attesta che la spesa occorrente per far fronte al piano espropriativo è di € 60.191,62 di cui 40.000,00 a carico dei fondi regionali e 20.191,62 a carico del bilancio comunale. Il progetto esecutivo approvato a suo tempo dal Consiglio Comunale è di € 400.000,00 in base ad un finanziamento regionale. L’Abbazia di S. Maria di Tridetti rappresenta una testimonianza architettonica più importante della dominazione normanna in Calabria. L’Abbazia è stata dichiarata Monumento Nazionale risalente all’XI secolo. Al visitatore si presenta dal lato posteriore. La facciata principale è rivolta verso la montagna coperta da elci e querce. Ha uno sviluppo basilicale orientato(di origine bizantina) con le navate concluse da tre absidi coperte da volte a crociera. La facciata si apre con un grande arco ogivale ed è decorata con un motivo di archetti pensili a coda di rondine e di derivazione araba. Nel suo insieme la Chiesa presenta un’architettura in cui convergono una serie di elementi di diversa derivazione: greche, l’arco a sesto acuto che divide la navata del presbiterio, le finte colonne ai lati dell’abside, le due porte laterali destinate all’ingresso dei fedeli separati per sesso, la mancanza di sculture. Questa località è conosciuta con il nome di “badia”(badia-abbazia) perché si pensa che in origine vi fosse annesso un cenobio basiliano, poi andato distrutto. Sulla data della sua fondazione sono state formulate varie ipotesi. Una leggenda racconta che un tempo sulla stessa area sorgeva un piccolo tempio edificato dai Locresi Zefhiri nel V-VI secolo a.c., elevato per ringraziare il Dio Nettuno per averli salvati da una tempesta. Secondo il racconto la sua statua era stata coperta da un prezioso mantello gemmato, poi trafugato da Annibale, durante la sua permanenza sulla costa jonica calabrese, per punire i Locresi, alleati di Roma. A suffragare l’ipotesi di un preesistente tempio dedicato al dio Nettuno fu il ritrovamento, nei pressi dell’attuale chiesa, di una moneta recante l’immagine di Nettuno col tridente e la leggenda greca Pose-Jeno che si spiega col nostro “ come ti salvo”. Partendo dal presupposto che un tempio doveva preesistere, i basiliani se ne impossessarono tra il VI e VII, trasformandolo in una Chiesa greca in onore della Madonna del Tridente(chiara allusione alla divinità del mare), poi divenuto Tridetti. Secondo una diversa interpretazione etimologica, invece, la parola potrebbe derivare dal greco tridactlon(tre dita) per indicare il Bambino benedicente in braccio alla Vergine. Stante il parere dei tecnici, con un ulteriore finanziamento di due milioni di euro si potrebbe rifare il tetto della chiesa rendendola così fruibile a tutti gli effetti ai numerosi visitatori. Non solo. Una volta restaurata, la Chiesa, potrebbe diventare un centro religioso di rito greco-ortodosso, restituendo, così a questa perla di straordinaria bellezza architettonica la vocazione per la quale a suo tempo era sorta. E’ superfluo rilevare quali potrebbero essere i vantaggi sul piano socio-turistico-economico per tutto il comprensorio recuperando ai fasti per passato una struttura che nonostante i saccheggi ed i terremoti è riuscita a conservare, in parte, il suo fascino ed il suo splendore.